Gli anni ’80, musicalmente, sono caratterizzati dai primi grandi esperimenti di fusione tra il rock classico ed il pop di qualità sdoganando, di fatto, quella contaminazione tra generi erroneamente considerati poco compatibili, che saranno invece una costante sempre attualissima e che vede, proprio in questo periodo, produrre collaborazioni di successo.

Alcuni esempi fra tutti quel “Beat it” del Re indiscusso del pop, Michael Jackson, che fa eseguire a Van Halen un assolo di chitarra diventato poi un cult o “Under pressure” dei Queen, nella svolta più espressamente pop, accompagnati da un David Bowie che si avvarrà addirittura della collaborazione di Nile Rodgers degli Chic per “Let’s dance”.

Anche la disco quindi, che aveva già solide radici nel soul, nel funky e nel r&b, produce pezzi con riff molto più rock, seppure orientati all’elettronica.

Nella continua ricerca di ispirazione per gli arrangiamenti dei suoi pezzi originali di impronta fortemente pop/rock, la band pavese dei The Revangels si è imbattuta in alcuni brani simbolo di quel decennio, cogliendo quella contaminazione come una delle caratteristiche comuni del proprio sound.

L’idea quindi di rivisitare con lo stile che li contraddistingue, pietre miliari di quel repertorio, ha preso subito forma e la prima scelta di questo progetto è stata uno dei pezzi più internazionali di Gazebo, l’artista simbolo della italo-disco.

“Telephone Mama” è una spy story ai tempi della guerra fredda, che trova nell’arrangiamento dei The Revangels, con l’inserimento di un fraseggio del rapper romano ShockMC, già feat nella fortunata precedente “Therapy”, una versione attualissima, sfruttando ed estremizzando l’anima più rock del pezzo originale.

A 35 anni di distanza la nuova versione di “Telephone Mama” suona così moderna che sembra aver attraversato il tempo indenne da qualsiasi effetto “vintage”, ma rigenerata e rimessa a nudo per essere pienamente apprezzata anche nella sua veste più rude.

La potente vocalità di Enni Star, frontman della band, nella sua intensa interpretazione ha la capacità di estremizzare questa storia d’amore d’altri tempi, riportata bruscamente all’attualità con l’inserimento di ShockMC.

La sezione ritmica di Dallas al basso e Janky alla batteria scandisce gli aspetti più drammatici del racconto musicale, mentre la chitarra di Evan ne sottolinea la struggente melodia, in un assolo di vera potenza evocativa.

Potrebbe essere solo l’inizio di un interessante e divertente progetto musicale che ripropone, in maniera originalissima, ciò che degli ’80 ci è sempre piaciuto, cioè quel “niente sarà più lo stesso”, che ci ha fatto discutere, ma anche suonare, cantare e ballare come mai prima.

E in questo i The Revangels hanno già dato prova di saperci fare, con risultati sorprendenti.

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